Visualizzazione post con etichetta KitchenAid. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta KitchenAid. Mostra tutti i post

20 gennaio, 2012

Torta di lamponi alle mandorle

Il giro dei saluti è ufficialmente cominciato, e stiamo cominciando a pensare un po' più seriamente a cosa mettere in valigia... i giorni iniziano a essere pochi e per fortuna anche la lista delle cosedafareprimadipartire si sta accorciando: abbiamo stampato i visti, compilato il questionario on line per l'ambasciata, ritirato qualche dollaro canadese, i passaporti sono a posto e lunedì ritireremo la patente internazionale.
Ci mancamo ancora l'assicurazione (lunedì anche lei), il cv in inglese, e ovviamente le valigiee!!!
Tutto sommato contiamo di farcela, nel frattempo ci prepariamo ad un week end di festeggiamenti...
Oggi serata con SuperPatty, domani passerò la mattinata a preparare salsine varie per la bourguignon della serata (sempre che Michela non ci faccia lo scherzetto di partorire proprio tra oggi e domani ;-D), e domenica pranzo in agiturismo con gli amici per concludere l'ultimo week end italiano e riuscire a salutare tutti o quasi...

E voi, che farete durante questo week end? 
Vi auguro di passarlo in compagnia delle persone a cui tenete, con la tv accesa solo per un buon film, il tutto contornato da un mare di allegria e di risate, e ovviamente con del buon cibo!!!


Torta di lamponi alle mandorle di Donna Hay

burro 90g
zucchero semolato 55g
uovo 1
tuorlo 1
farina di mandorle 140g
farina 1cucchiaio e mezzo
lamponi 60g
zucchero a velo
 
Scaldare il forno a 150°.
Lavorare nel KA il burro e lo zucchero fino a che il composto non sia chiaro e cremoso. Unire l'uovo intero e il tuorlo, la farina di mandorle e la farina. Una volta ben amalgamato imburrare uno stampo da crostata (oppure 4 stampi da crostatina), cospargere con i lamponi premendo leggermente nell'impasto, cospargere con lo zucchero a velo e cuocere per 35-40 minuti o finché sarà dorata.

06 dicembre, 2011

Tea time: quattro quarti ai lamponi


Il tè è uno di quei piaceri a cui non so resistere.


Quattro quarti ai lamponi
170g di burro
170g di zucchero
1 cucchiaio di essenza di vaniglia
100g di farina 00
75g di farina di mandorle
un cucchiaino di lievito
una manciata generosa di lamponi surgelati

Scaldate il forno a 170 °C.
Nella planetaria montate il burro a temperatura ambiente, lo zucchero e l'essenza di vaniglia. Unite le uova, sbattendo bene. Aggiungete le farine setacciate insieme al lievito. In ultimo aggiungete i lamponi, mescolando delicatamente.
Versate il composto in uno stampo da plumcake imburrato e cuocete per 50 minuti circa. Fate raffreddare nello stampo prima di sformare su di una griglia.
Per 8 persone.




26 maggio, 2011

Shopping goloso.4

(qui)



Biscotti alla farina di kamut e vaniglia



240 g di farina di kamut
100 g di burro
1 uovo 
90 g di zucchero di canna
1 bacca di vaniglia

Lavorare nell'impastatrice il burro a tocchetti con lo zucchero. Aggiungere l'uovo leggermente sbattuto e i semini di una bacca di vaniglia. Al composto ottenuto aggiungere la farina, poco alla volta. Lavorare brevemente con le mani formando una palla che verrà avvolta in un foglio di pellicola e lasciato riposare in frigo per almeno 30 minuti. 
Con l'aiuto del matterello stendere l'impasto su di una superficie infarinata e ricavare circa una trentina di cerchi di circa 4 cm di diametro.
Infornare per circa 5-10 minuti a 180 °C su di una teglia rivestita con carta da forno.
Accoppiare i biscotti farcendoli con marmellata a piacere e spolverare con zucchero a velo.


29 aprile, 2011

Non è Pasqua senza pastiera

Da ormai qualche anno sono entrata nel magico mondo in cui non è Pasqua se non si passa il giovedì santo a sfornare pastiere... ormai è un piacevole appuntamento a cui non saprei proprio rinunciare.


Si racconta che Maria Teresa D'Austria, consorte del re Ferdinando II° di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", cedendo alle insistenze del marito buontempone, famoso per la sua ghiottoneria, accondiscese ad assaggiare una fetta di Pastiera e non poté far a meno di sorridere, compiaciuta alla bonaria canzonatura del Re che sottolineava la sua evidente soddisfazione, nel gustare la specialità napoletana. Pare che a questo punto il Re esclamasse: "Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo" 
Ancora più leggendaria e mitologica la storia della sirena Partenope che  incantata dalla bellezza del golfo, disteso tra Posillipo ed il Vesuvio, avesse fissato lì la sua dimora. Ogni primavera la bella sirena emergeva dalle acque per salutare le genti felici che popolavano il golfo, allietandole con canti d'amore e di gioia.   Una volta la sua voce fu così melodiosa e soave che tutti gli abitanti ne rimasero affascinati e rapiti: accorsero verso il mare commossi dalla dolcezza del canto e delle parole d'amore che la sirena aveva loro dedicato. Per ringraziarla di un così grande diletto, decisero di offrirle quanto di più prezioso avessero.   Sette fra le più belle fanciulle dei villaggi furono incaricate di consegnare i doni alla bella Partenope: la farina, forza e ricchezza della campagna; la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle; le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova; il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura; l'acqua di fiori d'arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio; le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo; infine lo zucchero, per esprimere l'ineffabile dolcezza profusa dal canto di Partenope in cielo, in terra, ed in tutto l'universo.    La sirena, felice per tanti doni, si inabissò per fare ritorno alla sua dimora cristallina e depose le offerte preziose ai piedi degli dei. Questi, inebriati anche essi dal soavissimo canto, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima Pastiera che superava in dolcezza il canto della stessa sirena
[fonte www.pastiera.it] 

Le leggende della sua nascita sono superbe, così come lo è il suo gusto...  davvero imperdibile!
Per la ricetta poi, come per tutti i grandi piatti storici della nostra cucina, ne esistono milioni di varianti, quella che utilizzo io è un mix tra quella di Nonna Antonietta (la nonna di Federico), con qualche piccola variazione personale, e la pasta frolla di Nonno Michele!

Pastiera Napoletana


Per la frolla (di nonno Michele):
farina 2 kg
burro 1200 g
zucchero 800 g
sale 1 pizzico
scorza di limone 2
uova 4
tuorli 4
 
Per il ripieno
grano cotto 580g
latte 500g
zucchero 500g
burro 30g
ricotta pecora 500g
tuorli 6 +1 per spennellare
albumi 4 montati a neve
acqua di fiori d'arancio 85ml
cedro candito 50g
arancia candita 50g
zucca candita 50g
 

Per la frolla: 
Amalgamare il burro (freddo) con lo zucchero nella planetaria (con la pala a foglia) fino ad ottenere una crema densa.
Aggiungere le uova leggermente sbattute, il sale, la scorza del limone e in ultimo la farina setacciata. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
Trasferire su di un piano leggermente infarinato , lavorare la pasta a forma di un panetto, avvolgerla in uno strato di pellicola e lasciare riposare in frigo per almeno 30 minuti.
 
Per il ripieno:  
Cuocere a fuoco lento il grano con il burro, il latte e lo zucchero. Portare a ebollizione e cuocere ancora 10 minuti, fino ad ottenere una bella crema. Far raffreddare completamente.
Mettere la ricotta nella planetaria e lavorarla con lo zucchero. Amalgamare i tuorli e l'acqua di fiori d'arancio.
Con una paletta incorporare anche i canditi e gli albumi montati a neve.
A questo punto unire il composto di grano e latte precedentemente preparato.
 
Stendere la frolla a circa 3mm di spessore, foderare delle teglie imburrate e foderate con della carta da forno, riempire con l'impasto e decorare con delle strisce di frolla.
Spennellare le strisce con il tuorlo d'uovo e cuocere a 150° nella parte bassa del forno per 1 ora e 30 minuti o fino a che sia bella dorata.
Far raffreddare nel forno aperto.


Le dosi di questa ricetta sono per 4 teglie medie perché come accadeva già a Nonna Antonietta, facendo la pastiera poche volte l'anno, c'è sempre una lunga lista di persone desiderose di averne un po'. Lei ormai fa da supervisore e le viene sempre fatta recapitare a casa una teglia fatta e finita... i privilegi della conoscenza!!!

Un abbraccio a tutti e buon week end!!

Valentina

23 marzo, 2011

Spring is (almost) here


Si si, mi sa che è ufficiale: la primavera è arrivata anche qui. O almeno spero... ;)
Gli alberelli iniziano a fiorire, gli uccellini cinguettano, le giornate si allungano e io sono così felice!!

Mezzelune al grano saraceno con marmellata di lamponi



per la pasta sablée:
100 g di farina 00 Molino Chiavazza (provate la farina Antigrumi è F E N O M E N A L E)
100 g di farina di grano saraceno
1 presa di sale
75 g di zucchero a velo
75 g di burro
2 tuorli d'uovo
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
2-3 cucchiai di acqua fredda

per il ripieno:
marmellata di lamponi bio

Per la pasta sablée ho utilizzato la ricetta del libro Torte dolci e salate di Maxine Clark che ho reso più   "rustica" aggiungendo della farina di grano saraceno.
Mettere il burro a tocchetti, lo zucchero, i tuorli e l'estratto di vaniglia nella ciotola del KitchenAid e con la pala a foglia amalgamare bene il tutto. Aggiungere l'acqua a filo e continuare ad amalgamare. Aggiungere le farine (precedentemente setacciate) ed impastare sino a che la farina si sarà amalgamata al composto. Trasferire tutto su di un piano da lavoro leggermente infarinato e lavorare la pasta sino a che sarà liscia e omogenea. Avvolgere la pasta in un foglio di pellicola per alimenti e lasciarla riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Trascorso questo tempo, riportare a temperatura ambiente e lavorare su un piano da lavoro ben infarinato fino a renderla sottile (circa 4 mm). Con l'aiuto di un coppapasta  tagliare 10 dischi di 10 cm di diametro. Farcire con un cucchiaio di marmellata di lamponi, ripiegare a metà e aiutandosi con i rebbi di una forchetta sigillare i bordi. Spennellare con un tuorlo d'uovo leggermente sbattuto e spolverare con zucchero di canna.
Infornare a 180 °C per circa 15 minuti.

Carlotta

28 febbraio, 2011

Una ricetta per il burro salato 1889 delle Fattorie Fiandrino


Se un sabato pomeriggio dopo una maratona di shopping primaverile (Vale mi sa che il tuo bellissimo vestitino dovrai lasciarlo ancora un pò appeso nell'armadio: hai visto le previsioni meteo?!?!?) vi venisse voglia di preparare una merenda super da accompagnare ad una tazza fumante di tè non esitate a provare questa pasta brisèe.
Noi l'abbiamo preparata a quattro mani, con l'aiuto del burro salato 1889, con gli ultimi resti dell'indimenticabile confettura di visciole di Benedetta (x Benedetta: AIUTOO, lo sai che non posso resistere senza, vero??) e con i lamenti di Paulette in sottofondo (qui c'è una gatta cicciona che necessita di dieta... qualcuno ha qualche consiglio?!???).


Fagottini di mele renette e confettura di visciole in pasta brisée
per la base:
200 g di farina di grano saraceno
100 g di burro 1889 salato 
20 g di zucchero di canna
1 cucchiaio di acqua fredda


per il ripieno:
2 mele renette
4 cucchiai di confettura di visciole


In una ciotola, mescolare insieme la farina e lo zucchero. Aggiungere il burro freddo tagliato a cubetti. Con la punta delle dita lavorare fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Aggiungere un cucchiaio di acqua fredda ed impastare delicatamente fino ad ottenere un impasto omogeneo. Naturalmente se disponete di un KitchenAid, il lavoro sporco fatelo fare a lui con il gancio a foglia ;). Avvolgere l'impasto nella pellicola e metterlo a riposare in frigo per due ore. Con l'aiuto di un mattarello stendere l'impasto a 3 mm su di una superficie leggermente infarinata e tagliare dei dischi di 15 cm circa di diametro. Disporre i dischi di pasta su di una teglia ricoperta di carta da forno, al centro di ogni disco stendere un cucchiaio di confettura di visciole (o altra confettura, a piacere) e coprire con 4 o 5 fettine di mela renetta. Ripiegare i bordi in modo da avvolgere il ripieno di mele.  Cospargere di zucchero di canna ed infornare per 25 minuti in forno a 200 °C. Togliere dal forno e lasciare raffreddare su di una gratella.




Carlotta e Valentina

07 febbraio, 2011

Una torta per il mio papà



Da mesi guardo ammirata le creazioni di Imma e Cristina, sognando di poter creare decorazioni come le loro, poi qualche settimana fa' ho deciso: CI DEVO PROVARE!!
Quindi come preannunciato nell'ultimo post, ecco il mio primo tentativo con la decorazione in pasta di zucchero. Al compleannato (il mio papà) e agli altri presenti ai festeggiamenti, è piaciuta tantissimo, ora vorrei il parere di foodbloggerocchi... (che detto così sembra davvero un super potere alla HopHopGadgetBraccio!!!) :-D
Diciamo che sicuramente ci sono mooooolte cose da migliorare! 
La fase di copertura della torta è andata abbastanza bene, per le decorazioni vere e proprie ho avuto qualche difficoltà. Sicuramente ho fatto prendere troppa aria alla mia palla di zucchero e... son venute fuori tantissime crepe!!! 
Diciamo che nel complesso, per essere stata la prima volta poteva assolutamente andare peggio... 
Come consiglia "la mia nuova amica del cuore" Letizia Grella (e il suo libro acquistato per l'occasione: La torta che vorrei) sono partita da un disegno semplice, per non rimanere troppo delusa, e ora ovviamente, anziché cercare di migliorare questo tipo di torta a pacco regalo, ho deciso che nel prossimo tentativo (già in programmazione), alzerò il livello di difficoltà. Scelta saggia?? probabilmente no, ma solo il tempo ci darà la risposta, vi terrò aggiornati!!

Nel frattempo, per chi come me non fosse ancora esperto di questo fantastico mondo zuccherino, eccovi alcune dritte essenziali.

La base di tutto sta nel PAN DI SPAGNA. nel mio caso la ricetta è quella di Donna Hay:

uova 6
farina 170g
zucchero 170g
burro fuso 60g

Scaldare il forno a 180°. Setacciare la farina 3 volte. Nel KitchenAid, o in un altro robot da cucina, lavorare le uova e lo zucchero per circa 10 minuti e comunque finché il composto non sarà triplicato.
Aggiungere la farina incorporando dal basso verso l'alto per non smontare il composto. Unire il burro e versare in uno stampo (nel mio caso quadrato 24x24).
Cuocere per circa 25 minuti.
Sfornare e far raffreddare. Tagliare a metà, spruzzare il pan di spagna con liquori, succhi, o come nel mio caso un caffè lungo (senza bagnarlo troppo); 
farcire a piacere (io ho inaugurato il preparato per crema pasticciera arrivato il giorno prima nel super pacco del Molino Chiavazza);
ricomporre e spalmare tutta la superficie della torta con la panna montata (che servirà da collante tra il pan di spagna e il fondente), e lasciar riposare per almeno 12 ore.


Dopodiché arriva il momento della PASTA DI ZUCCHERO FONDENTE, in questo caso la ricetta è quella di Letizia Sgrella:

gelatina in fogli 5g
acqua 30g
glucosio 50g
zucchero a velo 500g

Ammorbidire la gelatina nell'acqua per circa 10 minuti. Mettere l'acqua, la gelatina e il glucosio in un pentolino, e cuocere a fuoco basso fino a che non risultino liquidi come l'acqua.
Setacciare lo zucchero a velo direttamente nel KA e aggiungere il composto liquido. Azionare a velocità media. Dopo 2-3 minuti il composto tenderà a solidificare. Se sembra troppo duro aggiungere pochissima acqua alla volta fino ad ottenere una consistenza simile alla plastilina.
A questo punto è pronta per essere utilizzata.


Se anche voi deciderete di lanciarvi nel vostro primo esperimento vi dirò che SI PUO' FARE!!! [cit]
E anzi, fatemi sapere come vi va!!

Buona settimana a tutti!!!
e grazie per qualsiasi suggerimento vorrete darmi.
Un abbraccio,

Valentina

31 gennaio, 2011

Macarons cioccolato bianco, miele e lavanda

...primo esperimento...


La tradizione non sbaglia (quasi) mai e questi tre giorni della merla si stanno facendo sentire, BRRRRRRR, fa freddissimo e nevica-nevica-nevica, sta nevicando da ore tutto è bianco e ovattato. Noi ce ne stiamo al calduccio in casa e ci godiamo questa domenica isolati dal mondo... senza TV (gentili signori di Sky avete mica voglia di spiegarmi come mai il segnale ci abbandona ogni volta che tira vento, piove o nevica???!!!), senza traffico in giro, cullati dalla musica a basso volume e dai fiocchi di neve che placidi cadono e ci isolano ancora di più.
I miei tre compagni di viaggio se ne stanno raggomitolati sul divano, non posso di certo contare su di loro per la ricetta di oggi. Ma non vi preoccupate, non sono sola, perché CHRISTOPHE FELDER è qui vicino a me e seguendo passo-passo le sue indicazioni proverò a preparare i miei primi macarons!!!!!


Macarons cioccolato bianco, miele e lavanda
(per circa 20 macarons)

per la meringa francese
Zucchero a velo 115 g
Farina di mandorle 65 g
Albumi 50 g
Zucchero semolato 15 g


per la ganache al cioccolato bianco, miele e fiori di lavanda
Panna 100 g
Cioccolato bianco 125 g
Miele di acacia 1 cucchiaio
Fiori di lavanda 1 cucchiaino




Per prima cosa preparare il ripieno. 
Ho usato come base di partenza la ricetta della ganache al cioccolato di Felder e l'ho personalizzata sostituendo lo zucchero con il miele ed aggiungendo dei fiori di lavanda.
Versare la panna e il miele in un pentolino e portare ad ebollizione su fiamma dolce.
Mentre la panna si scalda, tagliare finemente il cioccolato bianco e porlo in un recipiente.
Quando la panna sarà calda, versarne metà sul cioccolato tagliato e lasciar fondere il cioccolato qualche istante.
Mescolare delicatamente, con una spatola, dal centro verso l'esterno, in modo da incorporare la panna.
Aggiungere il resto della panna e continuare a mescolare delicatamente.
Coprire il recipiente con la pellicola e lasciar raffreddare a temperatura ambiente.


Adesso concentratevi intensamente, fate qualche respiro profondo, siete pronti?!? ;)
Allora possiamo iniziare a preparare i macarons.
Scaldare il forno a 170 °C.
In un recipiente miscelare insieme la farina di mandorle e lo zucchero a velo.
Montare gli albumi a neve soda e, quando saranno compatti, aggiungere lo zucchero semolato. Sbattere per altri 10 minuti (il KitchenAid si è dimostrato, anche questa volta, un ottimo alleato!!) fino ad ottenere una meringa bianca e molto compatta.
Versare, poco alla volta, il composto di mandorle negli albumi montati. Mescolare, in modo da incorporare bene gli ingredienti secchi, con movimenti dal basso verso l'alto, fino ad ottenere una pasta dalla consistenza semi-liquida.
Versare il tutto in un sac à poche (con una bocchetta di 10 mm di diametro) e formare dei dischi di 4 cm circa di diametro sulla teglia foderata di carta da forno. 
sbattere leggermente la teglia sul bancone da lavoro, in modo da pareggiare la superficie dei macarons.
Infornare per 10 minuti circa, avendo cura di girare la teglia a metà cottura.
Una volta cotti, lasciar raffreddare su di una griglia.
Trasferire infine la ganache al cioccolato in un sac à poche, e farcire i macarons (il lato interno, piatto, di ogni biscotto va rotto con una leggera pressione del pollice, in modo da far presa sul ripieno). Trasferire i macarons al fresco per un giorno prima di consumarli, o congelarli immediatamente.


Vi auguro una dolce settimana

Carlotta


17 novembre, 2010

Torta soffice sciroppata alle mele



Questa torta è stata pensata come regalino per la colazione della mia mamma, di Alfredo ed Eleonora...  a colazione non è mai arrivata, se la sono mangiata tutta dopo cena... quindi direi che hanno apprezzato il pensiero!!! 
Stavo preparando lo sciroppo e mi è caduto l'occhio sul pepe nero, senza pensarci due volte (essere impulsivi non sempre aiuta :) ma sta volta mi è andata bene!!) ne ho aggiunta  una generosa macinata, non storcete il naso... il pepe ci sta benissimo... FIDATEVI DI ME!!!


Torta soffice alle mele con sciroppo di pepe & arancio
(per una teglia alta di diametro 18 cm o teglia classica di 22 cm)


Per la torta:
Farina 00 250 g
zucchero 200 g
Fecola di patate 150 g
Burro 125 g
Uova 3
Latte 150 ml
Sale un pizzico
Lievito vanigliato 1 bustina
Mele 3 piccoline

Per lo sciroppo:
Arancia mezza 
Miele 1 cucchiaio
Rum 1 cucchiaio
Pepe nero una macinata generosa

Setacciare insieme in una ciotola la farina, la fecola e il lievito.
Amalgamare il burro (lasciato a temperatura ambiente) con lo zucchero, lavorandolo a crema (nel KitchenAid con la pala a foglia).
Al composto di burro e zucchero unire le uova, il latte, il pizzico di sale. Aggiungere la farina, un cucchiaio alla volta. Aggiungere due mele sbucciate e tagliate a cubetti e versare il tutto in uno stampo imburrato ed infarinato , sulla superficie della torta disporre gli spicchi di una mela e cuocere in forno ventilato a 175 °C per 45 minuti circa (un pò di più se la teglia è alta).
In un pentolino scaldare il succo di mezza arancia, il rum, il miele ed una macinata generosa di pepe nero, lasciar cuocere per due minuti poi spenellare il tutto sulla torta ancora calda. Lasciar riposare un po’ prima di servire.

Dopo varie battaglie con il postino (sono diventata il suo incubo peggiore!!) è arrivato il premio per il concorso di Benedetta!!!
Questo bellissimo libro:




a cui facevamo già il filo da un pò!!
Ci sono degli abbinamenti da sperimentare al più presto (tè verde & cioccolato bianco, albicocca & zenzero, zucca & sciroppo d'acero...) abbiamo visto 4, anzi 6, facciamo 10 ricettine da provare assolutamente!!! 
Un grazie gigante e mille baci a Benedetta...


Buona giornata a tutti!
Carlotta

12 novembre, 2010

Alla ricerca della zucca perduta


Lo so che ci sono le zucche, sui giornali, in tv, nei blog le vedo dappertutto. Sto parlando di quelle belle zucche tonde, verdi o arancioni, così simpatiche... lo so che ci sono, ma non riesco a trovarle :-(
Per provare questa splendida ricetta de La ciliegina sulla torta mi sono dovuta accontentare di una zucca lunga... sono tristissima, non è proprio la stessa cosa!!!
Ma non demordo, la ricerca della zucca perfetta continua... PROSSIMAMENTE SU QUESTI SCHERMI (spero!!).
Adoro le cose briochOSE, soffici e profumate come questi panini, da provare assolutamente, magari per merenda con una tazza fumante di tè.
Ho seguito il diabolico consiglio di Carolina... e vi posso dire che questa ricetta è perfetta anche per chi non ama la zucca... SI SI, non ci crederete ma esistono... e io ne conosco uno mooolto bene :-)

Il pan di zucca di Tuky
  

Farina manitoba 650g (io 750g)
Purea di zucca 400g
Lievito di birra disidratato 10g (io 7g)
Burro fuso 60g
Latte tiepido 150ml
Zucchero 100g
Sale 1 pizzico
Vaniglia 1 bacca (io 2 cucchiaini di estratto)
Uvetta a piacere (abbondate!)
Gelatina di albicocche 50 g

Pulire la zucca, tagliarla a cubetti e cuocerla al vapore, per una quindicina di minuti. Una volta cotta frullarla o passarla nel passaverdure fino ad ottenere una purea.

Setacciare il lievito e la farina e mettere da parte. Versare nella ciotola del KitchenAid tutti gli ingredienti umidi, il sale, lo zucchero e l’estratto di vaniglia, mescolare e aggiungere la farina contenente il lievito secco; iniziare ad impastare con pala a foglia, se l'impasto dovesse risultare appiccicoso (non c’è zucca uguale ad un’altra) aggiungere un po' di farina fino a raggiungere la consistenza dell’impasto per la pizza. Impastare con il gancio per una decina di minuti, unire l’uvetta ammollata in acqua ed impastare ancora fino a quando l’impasto non si staccherà dalle pareti del recipiente; formare una palla, coprire con un canovaccio e lasciar lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio dell’impasto (io l’ho lasciato lievitare 40 minuti in forno a 50 °C). Versare l'impasto sulla spianatoia e sgonfiarlo leggermente senza lavorarlo troppo, ricavare dall’impasto 20 palline e disporle in una teglia dai bordi alti (rivestita con carta forno) lasciando circa ½ cm di spazio tra l’una e l’altra. Coprire e lasciar lievitare finché le briochine non saranno raddoppiate e tutte unite (1 oretta, o 30 min in forno se volete velocizzare :).
Infornare a 180°per 20' circa; una volta sfornate vanno subito spennellate con la gelatina di albicocche sciolta a fuoco dolce con poca acqua.


Carlotta